Chi installa un nuovo impianto fotovoltaico nel 2026 non può più accedere allo Scambio sul Posto. Per valorizzare l’energia prodotta, oggi è quindi più importante puntare sull’autoconsumo, valutare un sistema di accumulo e, per l’energia immessa in rete, considerare strumenti come il Ritiro Dedicato.
Lo Scambio sul Posto non è però scomparso contemporaneamente per tutti: alcune convenzioni già esistenti possono ancora proseguire secondo le condizioni previste.
Vediamo cosa significa concretamente per chi possiede già un impianto e, soprattutto, per chi vuole installarne uno nel 2026.
Scambio sul Posto 2026: cosa cambia per chi installa oggi?
La novità principale è semplice: un impianto entrato in esercizio nel 2026 non può accedere allo Scambio sul Posto (SSP).
Come stabilito dalla Delibera 78/2025/R/efr di ARERA, gli impianti entrati in esercizio dopo il 29 maggio 2025 sono esclusi dall’accesso al meccanismo. Per gli impianti entrati in esercizio entro quella data, la richiesta doveva essere presentata entro il 26 settembre 2025, secondo quanto previsto dalle successive disposizioni di ARERA.
Per chi sta progettando oggi un nuovo impianto, quindi, lo SSP non deve più essere considerato nel calcolo della gestione dell’energia prodotta.
E chi ha già lo Scambio sul Posto?
Per chi dispone già di una convenzione la situazione è diversa.
Come specificato dal GSE nelle informazioni sulla durata dello Scambio sul Posto, le convenzioni hanno durata annuale e possono essere rinnovate secondo le condizioni previste, ma non oltre 15 anni dalla data della prima sottoscrizione.
Nel 2026, quindi, possono ancora esserci impianti che usufruiscono dello SSP. La sua eliminazione riguarda innanzitutto l’accesso dei nuovi impianti e la progressiva conclusione delle convenzioni esistenti.
Cosa succede all’energia prodotta senza Scambio sul Posto?
Senza SSP, l’energia prodotta dal fotovoltaico può essere utilizzata direttamente, accumulata oppure immessa nella rete.
È proprio questo il cambiamento più importante per chi installa oggi: la progettazione dell’impianto deve tenere conto non soltanto di quanta energia può essere prodotta, ma soprattutto di quanta può essere effettivamente utilizzata dall’abitazione.
Quando l’impianto produce energia nello stesso momento in cui la casa la utilizza si parla di autoconsumo. Più energia viene autoconsumata, minore è la quantità che deve essere acquistata dalla rete.
Una batteria permette invece di conservare una parte dell’energia prodotta durante il giorno e utilizzarla successivamente, ad esempio la sera, quando i pannelli producono poco o non producono.
Anche le abitudini possono fare la differenza: programmare, quando possibile, lavatrice, lavastoviglie, pompa di calore o ricarica dell’auto elettrica nelle ore di maggiore produzione consente di sfruttare una quota maggiore dell’energia solare.
Per questo motivo potenza dell’impianto e capacità dell’accumulo devono essere dimensionate sui consumi reali.
In Zotec Solar questa valutazione viene effettuata partendo dalle esigenze energetiche del cliente e dalle caratteristiche dell’immobile, anche attraverso il sopralluogo tecnico, così da individuare una configurazione coerente con i consumi e con il modo in cui l’energia viene utilizzata durante la giornata.
Ritiro Dedicato: cosa succede all’energia immessa in rete?
L’energia che non viene utilizzata direttamente o immagazzinata può essere immessa nella rete e valorizzata attraverso il Ritiro Dedicato (RID).
Come spiegato dal GSE nella sezione dedicata al Ritiro Dedicato, attraverso questo servizio il produttore cede al GSE l’energia elettrica immessa in rete e riceve una remunerazione secondo le regole previste.
La differenza rispetto allo Scambio sul Posto è quindi sostanziale: il RID non compensa energia immessa ed energia prelevata, ma valorizza economicamente quella ceduta alla rete.
Nel 2026 il GSE prevede la valorizzazione secondo i meccanismi previsti dal servizio e, per gli impianti che ne possiedono i requisiti, possono essere applicati i Prezzi Minimi Garantiti.
Nel documento ufficiale Prezzi Minimi Garantiti 2026, il valore indicato per il solare fotovoltaico è 47,5 €/MWh, pari a 0,0475 €/kWh, entro lo scaglione e alle condizioni previste.
Non significa, però, che tutta l’energia fotovoltaica immessa venga sempre pagata a questa cifra: la remunerazione effettiva dipende dal meccanismo applicabile all’impianto.
Quali sono le alternative allo Scambio sul Posto nel 2026?
Per chi installa un nuovo impianto, quindi, non esiste un singolo meccanismo che “sostituisce” perfettamente lo Scambio sul Posto.
La strategia passa principalmente attraverso tre elementi: aumentare l’autoconsumo, valutare un sistema di accumulo correttamente dimensionato e valorizzare l’eventuale energia eccedente immessa nella rete.
A questi strumenti possono aggiungersi le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).
Come spiegato dal GSE nella sezione dedicata all’autoconsumo diffuso, le CER consentono a più soggetti di partecipare a una configurazione nella quale viene valorizzata l’energia rinnovabile condivisa secondo le regole previste.
Non rappresentano automaticamente la soluzione migliore per ogni impianto, ma costituiscono un’opportunità da valutare in presenza delle condizioni adatte.
Conviene ancora installare il fotovoltaico senza Scambio sul Posto?
La fine dello SSP non determina da sola la convenienza o meno di un impianto fotovoltaico.
Oggi assume ancora più importanza il modo in cui l’impianto viene progettato. Consumi annuali, distribuzione dei consumi durante la giornata, produzione prevista, autoconsumo e capacità dell’eventuale batteria devono essere valutati insieme.
Due famiglie con lo stesso consumo annuale possono infatti avere esigenze molto diverse: una potrebbe utilizzare gran parte dell’energia durante il giorno, mentre un’altra potrebbe concentrare i consumi principalmente la sera.
Anche esigenze future come una pompa di calore, un piano a induzione o un’auto elettrica possono modificare significativamente il fabbisogno dell’abitazione.
Per questo motivo un impianto correttamente dimensionato parte dall’analisi dei consumi e dell’immobile, non semplicemente dal numero di pannelli che possono essere installati.
Zotec Solar realizza impianti fotovoltaici chiavi in mano, seguendo il cliente dal sopralluogo e dalla progettazione fino all’installazione, al collaudo e alla gestione delle pratiche previste.
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